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lpp intervista Renzo Piano

Luigi Prestinenza Puglisi 23 marzo 2004 Personaggi Nessun commento su lpp intervista Renzo Piano
lpp intervista Renzo Piano

Intervista pubblicata su The Architect’s Newspaper

Luigi Prestinenza Puglisi: Come si trova a lavorare a New York , in un contesto così diverso da quello europeo?

Renzo Piano: Non è poi così diverso. Forse lo è solo nel modo di organizzare le cose. A New York mi trovo bene, quasi a casa. Ormai, tra l’altro, sono tre anni che lavoro su tre progetti. Sono la Morgan Library, il New York Times, la Columbia University ad Harlem. Sono tre lavori con un diverso mix di attività urbane. Una biblioteca, un grattacielo, un campus aperto alla città.

lpp: Tre grattacieli, uno a Londra, uno a Sidney, uno a Manhattan. Quali problemi contestuali si è posto?

R.P: Il grattacielo di Londra ci ha impegnato molto. Abbiamo dovuto superare le critiche mosseci dallo English Heritage che temevano che l’edificio avrebbe potuto compromettere il townscape urbano e la vista della cupola di St.Paul. Così abbiamo dovuto superare una faticosa Public Enquiry e da qualche mese abbiamo avuto il via libera dal Governo Blair, che ha sostenuto il progetto. È un edificio svettante, con una punta finale, una specie di turbina. Una città verticale di 320 metri d’altezza attiva 24 ore su 24, con uffici, residenze, alberghi, strettamente collegata, tramite la London Bridge Station, con il trasporto pubblico della metropolitana e della ferrovia. Un modo intelligente e moderno per abolire l’uso della macchina.

Nel progetto di Sidney l’interlocutore ideale è la Sidney Opera House di Utzon che il nostro grattacielo fronteggia. Nonostante l’edificio superi i 200 metri è concepito in funzione del clima, grazie all’invenzione di winter gardens, spazi esterni ma in cui si è protetti dal vento. Un oggetto ventilato naturalmente che persegue un fine ecologico.

Il grattacielo del New York Times cerca di dialogare con l’atmosfera di Manhattan, una città che cambia con grande rapidità i suoi colori. I piccoli e sottili pezzi di ceramica che abbiamo previsto servono a dare un aspetto cangiante, a far vibrare l’edificio nella luce. Come vede sono tre progetti diversi eppure tutti, a loro modo, contestuali.

lpp: Qualche parola sulla sua collaborazione con lo studio Fowle, con cui state lavorando ai progetti newyorkesi.

R.P: È una collaborazione ottima. Siamo amici ed è bello lavorare così. Ognuno naturalmente apporta al progetto la propria competenza nel rispetto dei rispettivi ruoli.

lpp: Qualche accenno alla Morgan Library.

R.P: È un lavoro essenzialmente di scavo. La Morgan è la terza libreria al mondo per valore dei libri che conserva, alcuni rarissimi. Stiamo scavando nella roccia a 50 piedi. È il posto più sicuro al mondo.

lpp: Esattamente il contrario della strategia di Perrault per la biblioteca di Francia, dove, poi, si è temuto che i libri, esposti alla luce, potessero deteriorarsi?

R.P: Questo ( sorride) lo dice lei.

lpp: Tre parole che sintetizzano la sua ricerca oggi…

R.P: Una sola:diversificazione. Come vede cerchiamo di affrontare ogni progetto come se fosse unico. L’architettura dipende infatti dalla realtà delle cose che in ogni situazione si presenta in modo originale. Vedo con crescente sospetto negli architetti dello star system la ripetizione di una cifra, il formarsi di uno stile. Essere contestuali vuol dire scegliere la libertà, evitare la prigione che viene da se stessi. Tentare, insomma, il miracolo di reinventarsi ogni giorno.

English Version

lpp: How do you feel in New York ? Is it different from Europe?

R.P: No it is not so different…perhaps the only difference is the American way of organizing things. In New York I feel at home. It has been 3 years that I am working here on 3 projects: the Morgan Library, the New York Times building, Columbia University in Harlem. They are 3 different work, each one with a peculiar mix of urban activities. A library, a skyscraper, a campus open to the city.

lpp: Three skyscrapers: one in London, one in Sidney, one in Manhattan. Which contextual problems you considered?

R.P: The London skyscraper required a tremendous effort. We were criticized by English Heritage. They feared that the building could compromise the London townscape and , in particular, the panorama of Saint Paul dome. So we had to get through a very distressful public enquiry. Only some months ago we had the approval by the Blair administration. They supported the project. It is a very high building, a tapering object that reach the sky like an arrow, an architectural turbine. A vertical city of 320 meters, working 24 hours a day, fitted with offices, residences, hotels and linked to the public transportation system – tube and railway- via the London Bridge Station that lies underneath. I think this is a very modern and effective way for suppressing the use of cars in the City.

In Sidney our ideal and silent interlocutor is Utzon Sidney Opera House, just in front of our skyscrapers. The building is 200 meters high and it is , in a certain way, open to the Australian climate through winter gardens, conceived as windshield and panoramic outside spaces. A naturally ventilated ecological skyscraper. The New York Times skyscraper hold a metaphorical dialogue with the Manhattan atmosphere, a city that rapidly changes its colors. The thin pieces of baked clay that we specified for the facade protect the building from the sun but at the same time give it a changing appearance, make it vibrate under the light.

As you see they are three different projects. But all three, in a peculiar way, respond to their specific context.

lpp: Some words on your collaboration with Fowle, with whom you are working for your NY projects.

R.P: A wonderful collaboration. We are friends and it is perfect working this way. Each office brings his peculiar competence and  everybody play his part.

lpp: Some words on Morgan Library.

R.P: It is a peculiar building. We are excavating a big hole in the ground, 50 feet deep, to make a safe for an incredible collection of books. Morgan is the third library in the word, if you consider the value of the books, some rare, some unique. I think it is the safest place in the world.

lpp: So your strategy is the opposite of the one adopted by Dominique Perrault. He for his Library in Paris put the books in four glass towers. Librarians cried the book could be ruined by the light.

R.P: You are saying this ( Piano smiles)…

lpp: Three words that synthesize your research

R.P: Only one: diversification. As you see, I try to face each project in a different way. Architecture is linked with reality and , in reality, each context is unique. I am suspicious of the star system habit of endless repeating a style, a personal cipher. Be contextual means choosing freedom, escaping from the prison that we build around ourselves. Trying to achieve the miracle of reinventing ourselves every day.

About The Author

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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