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PPS. Ponzano Primary School

Luigi Prestinenza Puglisi 12 marzo 2010 Opere Nessun commento su PPS. Ponzano Primary School
PPS. Ponzano Primary School

La  scuola media progettata da Carlo Cappai e Alessandra Segantini si trova a Ponzano Veneto, una cittadina in provincia di  Treviso, vicino all’edificio realizzato  per la Benetton dal giapponese Tadao Ando e ad un asilo nido opera dello spagnolo Alberto Campo Baeza. Dovendo confrontarsi con due opere così rilevanti, gli architetti hanno fatto la cosa giusta: non si sono fatti prendere dalla soggezione e hanno rifiutato un approccio scimmiottante o mimetico. Hanno mostrato così che , evitando il rigorismo e il classicismo di Ando e di Baeza, si poteva fare molto di meglio. Una scuola, d’altra parte, non è un monumento e deve essere trattata con brio e con leggerezza  per risultare piacevole ai ragazzi, che preferiscono i colori vivaci al bianco o al grigio, la trasparenza all’opaco, la musica leggera alla classica o alla lirica.
E per mostrare loro questa diversa filosofia progettuale, Cappai e Segantini hanno utilizzato sei vignette con Alice e Bianconiglio, i protagonisti del celebre racconto di Lewis Carrol.
Nella prima, Alice racconta a Bianconiglio come si fa a costruire  l’edificio e gli dice: “Dobbiamo cucire il tetto al terreno in modo che la scuola sia ben salda”. Allude al sistema di pilastri inclinati che sorreggono il tetto il quale, aggettando rispetto al filo della facciata,  protegge le aule dal sole.  Pilastri che sono tanto sottili da sembrare un filo cucito e non certo elementi strutturali: si pensi per contro alle colonne in cemento armato allestite da Tadao Ando per la Benetton che sembrano riprese da un tempio greco.
Nella seconda vignetta Alice versa dentro il recinto della scuola luce, legno e colori e li mescola insieme.
Nella terza si sposta nella corte interna per far vedere al suo amico coniglio la quercia qui piantata. L’edificio, infatti, pur avendo tutte le aule che si affacciano verso l’esterno, è organizzato in modo tale da gravitare anche su un cortile centrale: uno spazio delimitato e controllato che ben si presta a fungere da cuore simbolico dell’edificio e, dal punto di vista funzionale, come spazio  per i giochi o le attività didattiche all’aperto. La quercia piantata all’interno della corte, con la sua presenza rassicurante, allude al lento trascorrere del tempo ed è un frammento della natura all’interno di un paesaggio altrimenti artificiale.
Nella  quarta vignetta si accenna, sicuramente peccando di un eccessivo ottimismo, alle possibili implicazioni sociali della trasparenza. “Tutti – si dice- cresceranno insieme e diventeranno amici” perché potranno guardarsi gli uni con gli altri. Si accenna, poi, all’idea del parziale interramento della palestra per limitarne il volume all’esterno. Da qui un impatto contenuto sul paesaggio circostante e il beneficio per il cortile interno di ricevere durante la gran parte delle ore del giorno la diretta luce del sole e non essere incupito dalle ombre dei muri che lo delimitano. Alla palestra si può accedere facilmente anche nei momenti in cui il resto della scuola è chiuso. In questo modo, come centro di attività sportive, può essere aperto al quartiere diventando un punto di riferimento per l’intera cittadina.
La quinta vignetta illustra  il lavoro sugli spazi di servizio e di connessione, pensati per favorire l’uso dinamico della struttura e una didattica non convenzionale fatta anche di momenti informali. Operazione questa importante nel contesto italiano dove molte scuole sono, invece, centrate solo sull’aula, intesa staticamente come il luogo deputato alla trasmissione del sapere: si pensi, per esempio, alle ingessatissime scuole realizzate da Aldo Rossi e dai suoi numerosi seguaci.
L’ultima vignetta, infine, ricorda le prestazioni energetiche e bioclimatiche dell’edificio:  dal calore sottratto alla terra, alla ventilazione naturale, al riuso dell’acqua piovana. L’obiettivo è duplice: risparmiare sui consumi – e difatti l’edificio è classificato in classe A, la migliore – ed insegnare ai ragazzi il rispetto per la natura, creando una adeguata sensibilità attraverso l’esempio. È tutto vero quello che raccontano le sei vignette? Direi di si, anche se ovviamente, alcune qualità, per meglio evidenziarle, sono state gonfiate con un pizzico di retorica. Ma che la scuola sia un miracolo lo dimostra un altro dato. Il suo costo di costruzione: contenuto in 1000 euro al metro quadrato. Quasi nulla se consideriamo che il museo Maxxi della Zaha Hadid è venuto a costare  oltre 7 volte tanto: 7500 euro al metro quadrato. E che per le  brutte case realizzate a seguito del terremoto in Abruzzo si parla di cifre intorno ai 2700 euro al metro quadrato.  Una eccellente qualità  architettonica unita con il contenimento dei costi, ci mostrano Cappai e Segantini,  possono invece convivere, coniugando creatività e rigore concettuale.

 

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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