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La Chiesa sull’Autostrada di Giovanni Michelucci

La Chiesa sull’Autostrada di Giovanni Michelucci

L’opera che state osservando nella foto è la Chiesa sull’Autostrada così chiamata perché fu realizzata proprio in prossimità dell’Autostrada del Sole, per ricordare i numerosi morti sul lavoro che tale gigantesca infrastruttura stradale, che attraversa l’intera Italia, comportò. L’edificio, il cui vero nome è Chiesa di San Giovanni Battista, è stato realizzato tra il 1960 e il 1964 da Giovanni Michelucci un architetto che ha attraversato quasi tutto il novecento. Nacque, infatti, il 2 gennaio del 1991 e morì il 31 dicembre 1990 quando mancavano due giorni al compimento del suo centesimo anno di vita.
Dotato di un inesauribile temperamento creativo, Giovanni Michelucci, fa parte della generazione dei Maestri del Movimento Moderno: basti ricordare che era quattro anni più giovane di Le Corbusier, cinque di Mies van der Rohe mentre era di sette anni più anziano di Alvar Aalto.
In realtà, proprio in virtù di questo fatto generazionale, l’edificio per il quale Michelucci è famoso è un’altro. È il simbolo del Movimento Moderno in Italia: la stazione ferroviaria di Firenze sorta di fronte alla chiesa gotica di Santa Maria Novella.
La stazione fu realizzata quando nel 1933, con un progetto che si caratterizzava per una lunga massa muraria interrotta da una cascata di vetri. Ed era talmente innovativa che scoppiò il finimondo con articoli sui giornali e interpellanze parlamentari. Tanto che il 10 giugno 1934 Mussolini, che non contrario all’architettura moderna, dovette intervenire convocando a Roma Michelucci insieme agli altri progettisti e dichiarando di fronte alla stampa: “Ho chiamato proprio voi … per dirvi che non abbiate timore di essere lapidati o di vedervi la stazione demolita a furore di popolo; la stazione di Firenze è bellissima e al popolo italiano piacerà…”.
Michelucci però, per quanto sia l’autore di questa stazione che, come dicevo, è la più importante opera di architettura moderna in Italia, è sempre stato un isolato rispetto al mainstream del Movimento Moderno per stare in disparte e coltivare il suo sogno di un’architettura organica ed espressiva. In questo senso fa parte dell’altra storia del Movimento Moderno: quella degli Hugo Häring, degli Hans Scharoun, del Eric Mendelsohn. Insomma: della linea perdente rispetto alla triade Walter Gropius, Mies van der Rohe, Le Corbusier.
Interessato alla dialettica degli spazi, alla dinamica dei percorsi, all’informalità del gesto creativo che permette all’architettura un dialogo originario con la natura, Michelucci realizzò nel secondo dopoguerra diverse chiese: a Collina di Pontelungo (1952-54), al villaggio operaio di Larderello (1954-57), al villaggio Belvedere a Pistoia (1960-63) e quest’ultima, bellissima, sull’Autostrada del Sole a Campi Bisenzio.
Concepita come una tenda, un momento di sosta transitorio lungo la strada, la chiesa si impone per la sua coinvolgente espressività, sottolineata all’esterno dal contorcersi delle curve e dalla forte matericità delle pietre, del rame, del cemento armato. Mentre all’interno si è conquistati dallo spazio avvolgente che si snoda – punteggiato dalle forme organiche delle strutture, scolpite come se fossero le ossa di un gigantesco animale – lungo un percorso che conduce sino all’altare in una sorta di pellegrinaggio architettonico, che ha un suo antecedente nella promenade lecorbusieriana ma è filtrato attraverso l’ottica espressionista di uno Scharoun, di un Kiesler o, se vogliamo, di un artista informale.
Se, vi capita di percorrere l’autostrada del Sole, nel tratto vicino a Firenze e precisamente nel punto in cui questa si incontra con la A11 Firenze-Mare vale proprio la pena che vi fermiate per una sosta e per contemplare un’opera che il critico Pierre Koenig ha definito un capolavoro dell’architettura del Novecento, che Bruno Zevi ha paragonato alla chiesa di Ronchamp e che per Robert Venturi è un bellissimo insieme di luce, struttura e spazio.

 

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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