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Molinari, Mosco e altre storie di ordinaria follia

Continuano le sorprese con le abilitazioni nazionali all’insegnamento universitario. Sono usciti i risultati di Storia e Luca Molinari è stato bocciato. Interessante il giudizio della commissione: “L’impianto metodologico del candidato privilegia finalità didattiche e divulgative, senza dar luogo ad approfondimenti originali e innovativi o ad una personale visione critica”.

Adesso si può pensare tutto quello che si vuole sulle ipotesi critiche di Molinari – alcune a mio avviso deliranti – ma che Luca sia uno dei più significativi critici italiani è fuor di discussione.

Per sua fortuna, Molinari è passato però nelle abilitazioni per il settore della progettazione, anche se si tratta di un campo non credo adeguato al suo profilo. Non mi risulta infatti una sua personale produzione in tal senso.

Credo che il pasticcio  ( che un critico passi a progettazione e non a storia) derivi da una vecchia questione: lo scontro che c’è in Italia  tra chi si perde tra le scartoffie e tra chi cerca di interpretarle. Con gli storici che reputano i critici superficiali e viceversa i critici che vedono gli storici come archeologi mummificati. Motivo per il quale i critici cercano spazio e apprezzamento altrove, appunto nelle discipline progettuali. Ma è ragionevole pensare che la storia dell’architettura sia definitivamente persa all’intelligenza critica? E che i critici, non trovando spazio tra gli storici, siano ostaggio dei progettisti?

Molinari, per sua fortuna, ha trovato nel settore progettuale una commissione a lui favorevole. Non lo stesso è accaduto, per esempio, a Valerio Paolo Mosco che aveva titoli non minori. Ma qui si aprirebbe un altro discorso, che per adesso non affrontiamo, e che investe la mancanza di elementi oggettivi di giudizio che ci portano a pensare che promozioni e bocciature a questi concorsi dipendano più da simpatie o antipatie che da una matura e pluralista scelta culturale.

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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