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Breve guida dell’architettura contemporanea nella Sicilia Orientale

Perché vi proponiamo un viaggio nella Sicilia orientale e non in tutta l’ isola? Per una ragione semplice: la Sicilia con un territorio di 25.708 kmq. ha una estensione che si avvicina a quella di stati quali il Belgio o l’Olanda. Conta nove provincie con numerose città ed è divisa quasi in due dalla sua storia. La parte orientale è stata segnata dalla cultura classica – Siracusa fu una delle più importanti città della Magna Grecia – mentre la parte occidentale ha avuto ascendenze cartaginesi e poi arabe. A marcare successivamente la divisione tra oriente e occidente hanno contribuito almeno tre fattori. Primo: la rivalità tra Palermo, il capoluogo regionale, e Catania, la città commerciale e industriale più importante. Secondo: la presenza della mafia che attecchiva nelle provincie occidentali, chiamate “sperte” cioè furbe ma non in quelle orientali , chiamate proprio per questo le provincie “babbe” cioè ingenue. Terzo: gli scarsi collegamenti tra le due metà dell’isola: basti pensare che per andare in treno da Catania a Palermo occorrevano più di sei ore e che l’autostrada Palermo Catania, che oggi collega le due città in meno di due ore, fu costruita relativamente tardi, quando già le due polarità isolane si erano strutturate in forma antagonista.

A proposito di trasporti, quando arriverete in Sicilia dovrete considerare che anche oggi i collegamenti, soprattutto quelli pubblici, sono carenti. Se avete la malaugurata idea di prendere il treno dovrete mettere in conto di muovervi a passo di lumaca. Meglio allora ricorrere agli autobus privati che collegano i diversi centri. Sono più puntuali e relativamente più frequenti. Ma hanno – se si escludono quelli che raggiungono le località più note quali Taormina- orari pensati per i pendolari e non per i turisti. Motivo per il quale il mio suggerimento è di affittarvi una automobile con la quale sarete più liberi. E con la quale sperimenterete il principale mezzo di locomozione siciliano. Dico questo perché tutti in Sicilia usano l’auto per percorrere anche tratti brevissimi in strade strettissime e spesso caotiche. Considerate inoltre che la rete autostradale è scarsa e inefficiente. Anche se in via di lento miglioramento.

Pare, però, che finalmente stiano per iniziare i lavori della infrastruttura dalla quale, secondo alcuni, partirà il rinnovamento dell’intera rete: il ponte sullo stretto di Messina che avrà la funzione di collegare la Sicilia con il resto d’Italia ( oggi i collegamenti sono garantiti dai traghetti). Una volta realizzato diventerà, con una luce libera di oltre 3 km., il ponte a campata unica più lungo d’Europa e forse del mondo. Dal ponte si dipartiranno le autostrade ad ovest per Palermo e a sud per Siracusa, in parte realizzate ma a tratti da completare. Sull’opera fervono le polemiche. Per alcuni critici si tratta di uno spreco immenso di denaro – costerà migliaia e migliaia di milioni di euro- e di risorse che potrebbero essere impiegate per realizzare strade e ferrovie meno eclatanti in termini di immagine ma sicuramente più utili in una regione che, come abbiamo visto, ne ha poche e male organizzate.

Comunque andranno le cose ci vorranno anni per realizzare l’opera, forse lustri, viste la proverbiale lentezza siciliana in fatto di opere pubbliche, quindi è escluso che possiate inaugurarlo nel vostro viaggio. Motivo per il quale vi consiglierei di arrivare in aereo e fare scalo a Catania, il terzo aeroporto italiano, dopo Roma e Milano, per traffico di passeggeri.

Dicevamo che la Sicilia è divisa in due: l’orientale e l’occidentale. La divisione ha avuto conseguenze anche nella formazione degli architetti. Nel senso che da sempre gli studenti delle provincie di Catania, Siracusa e Messina hanno snobbato la facoltà di architettura di Palermo, per molto tempo l’unica in Sicilia, e hanno preferito recarsi a studiare o a Venezia o a Firenze, qualche volta a Roma. Più tardi, quando si è aperta la facoltà di Reggio Calabria, la hanno preferita per ragioni di vicinanza. Da meno di una decina di anni è stata creata una facoltà di architettura a Siracusa. Oggi vi gravano gli studenti della Sicilia Orientale. Vi sono però ancora numerosi studenti che vanno a studiare nel continente. Mentre altri preferiscono la più vicina facoltà di Ingegneria di Catania che ha un indirizzo in architettura.

A causa dell’influsso della facoltà di ingegneria si può dire che i progettisti catanesi tendono di più al pragmatismo, mentre Siracusa, forse anche a causa delle origini greche della città e del fatto che alcuni docenti si sono formati a Firenze e a Venezia, propende verso il classicismo. Ma questa è solo una mezza verità. L’altra mezza è che l’assenza di un unico centro di formazione degli architetti ha determinato in tutta la Sicilia orientale una positiva pluralità, una babele creativa. Le opere che qui vi segnaliamo sono, infatti, tra loro diverse se non antitetiche. Se, infatti, ne troverete di arcaiche di chi, con una certa astuzia local, fa finta di non essersi accorto non dico dell’avvento della rivoluzione elettronica, ma neanche di quella meccanica, ne troverete altre che rielaborano, in modo originale ma secondo mille sfaccettature diverse, temi contemporanei.

Vi dicevo che il modo migliore per iniziare il vostro viaggio è fare scalo all’aeroporto di Catania Fontanarossa, vicino sia alla città di Catania (a 10 km.) che di Siracusa (a 50 km). Arrivati, vedrete che nell’ aeroporto sono in corso lavori per l’ampliamento che, credo, durino da decenni anche se adesso sono entrati in una fase più operativa. Approfittatene per osservare la torre di controllo disegnata da Manfredi Nicoletti, un architetto romano anche se di origine siciliana, che negli anni sessanta ha progettato numerose macrostrutture, tra le quali un grattacielo elicoidale calcolato dal geniale ingegnere Sergio Musmeci. Oggi Nicoletti realizza opere bioclimatiche di matrice organica, tra le quali una piccola serra per le farfalle tropicali che troverete a Catania, presso l’Università.

Vi consiglio come prima tappa di andare a Catania. Non avrete bisogno di una macchina e all’aeroporto c’è un buon servizio di autobus che con meno di un euro vi porterà al centro della città. Potreste spostare così il noleggio dell’auto al momento nel quale ne avrete bisogno per visitare le città vicine.

A Catania, se volete dormire nel più bel palazzo barocco andate al bed & breakfast di Palazzo Biscari (www.palazzobiscari.com). Oppure, per avere la vista sul mare, all’Hotel Nettuno in viale Ruggero di Lauria 121,recentemente ristrutturato da un bravo architetto romano, Stefano Rolli.

In città non perdetevi i lavori Giacomo Leone e la sistemazione del complesso dei Benedettini di Giancarlo De Carlo. Giacomo Leone oltre ad essere il più bravo architetto catanese è una fonte preziosa di notizie sulla città. Se lo trovate in un momento in cui non è occupato ( provate a cercarlo al 095326054) sicuramente vi farà vedere il suo studio e le opere che ha realizzato. Due spiccano: sono il centro delle Ciminiere e l’Istituto di Fisica alla città universitaria. Il primo si trova vicino alla stazione ferroviaria, è un centro fieristico e congressuale ottenuto recuperando le antiche fabbriche di zolfo. Nel secondo convivono un reattore nucleare e le aule dell’istituto di fisica in un’opera aperta, realizzata in più fasi e da più imprese e caratterizzata dai colori diversi delle travi in ferro ( i diversi colori indicano la possibilità o meno di adoperare la struttura per alcune specifiche funzioni). Il complesso dei Benedettini merita una visita per due motivi: perché è un antico convento che vi sorprenderà, se non altro per le sue dimensioni, e perché, De Carlo pur non essendo siciliano e pur non avendo realizzato a Catania una delle sue opere migliori è, comunque, uno dei più importanti architetti italiani.

Altri architetti catanesi sono Matteo Arena autore di cui ricordiamo il parcheggio multipiano a via Costantino vicino Corso Sicilia, la palazzina al corso delle Provincie e il restauro del teatro Sangiorgi in via Antonio di Sangiuliano, Carmelo Borzì autore di un edificio per uffici a Viale Africa, Salvatore Barbera e Ugo Cantone progettisti alla città universitaria della recente facoltà di ingegneria.

Di Catania vi colpirà sicuramente il magnifico centro storico barocco, per molti anni abbandonato, e oggi oggetto di numerosi interventi di risanamento e di trasformazione con realizzazione di nuovi negozi, pub e ristoranti, firmati dalla nuova generazione degli architetti catanesi. I quali, come nel ristorante Crociferi, opera di Franco Porto hanno valorizzato le strutture dell’edilizia preesistente o come all’Hard Rock, firmato da Antonio Iraci, sono intervenuti con un radicale ridisegno di un vecchio caravanserraglio vicino al porto nella zona conosciuta come Gli Archi della Marina. Vi sono poi i pub di Salvo Puleo il 4.20 a via Dusmet e il Native a via di San Giuliano. Vicino alle ciminiere, c’è il centro Zo, un locale insieme local e global, realizzato dall’inglese di nascita ma catanese di adozione Nigel Allen. In via Redentore,12 si trova, infine, la più brillante architettura della movida catanese: il Bar Helme realizzato da Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, una progettista cosmopolita con studio a Vittoria. Per questa opera, che contrappone un raffinato minimalismo a uno straripante furor decorativo, la Cannizzo ha fatto produrre apposta le piastrelle che richiamano i motivi delle tappezzerie barocche siciliane.

E’ il momento di affittare l’automobile per andare ad Acireale in Via Nazionale SS 114 per Guardia n. 31 per dare un’occhiata al restauro, in stile barraganiano, di una casa tradizionale di campagna ad opera dello studio SCAU che vi ha realizzato la propria sede e, poi, passare per Taormina, una città turistica tanto famosa da non aver bisogno di presentazioni, e fare, infine, un salto nella vicina Castelmola, cittadina arroccata sulla montagna, sede di eventi di arte e di architettura. Nel cui paesaggio in un incontro, organizzato nel 2003 in forma di workshop da Franco Porto, infaticabile presidente della sezione siciliana dell’ Istituto Nazionale di Architettura, è stato previsto di realizzare un museo. Uno dei due progetti risultati vincitori è stato del gruppo transnazionale UFO in associazione con Luigi Centola. Il gruppo UFO, è formato da un architetto messinese, Claudio Lucchesi, che lavora , spesso via internet, con colleghi olandesi, inglesi, sud coreani ( il gruppo ha vinto anche il concorso per l’auditorium di Sarajevo e il loro progetto è in mostra alla biennale di Venezia del 2004).

Per andare verso Siracusa, consiglio di passare per Caltagirone dove lavora l’architetto Marco Navarra. Vincitore della medaglia d’oro per l’architettura bandita dalla Triennale di Milano, è considerato una delle promesse dell’architettura italiana. Se lo contattate (tel.093355989) vi mostrerà il suo studio e le recenti realizzazioni tra cui il parco lineare, una struttura concettuale calata all’interno dell’aspro paesaggio agricolo dell’entroterra siciliano.

Giunti a Siracusa mettete in conto di riposarvi per qualche giorno. La città è molto bella e in particolare lo è Ortigia, un’isola legata alla terraferma da un paio di ponti. Se volete dormire a Ortigia vi consiglio di rivolgervi alla professoressa Nastasi che gestisce un bed & breakfast a pochi metri da piazza Duomo che dispone di alcune stanze con vista panoramica sul golfo ( tel. +39 0931-483073, cell. 335-8416112). Se volete passare qualche giorno al mare potete andare al Club dell’Arenella, un importante centro turistico, inaugurato da pochi mesi, progettato da Eleonora di Stefano un architetto nato a Catania ma che ha studiato prima a Torino e poi all’Architectural Association di Londra.

Ad Ortigia meritano di essere viste 4 architetture che troverete facilmente passeggiando per l’isola: sono la Corte dei Bottai di Vincenzo Latina ispirata alle opere dell’architetto Francesco Venezia; il bar 747 di Leonardo Annega un intervento modernissimo all’interno di un edificio antico; gli interni dell’ufficio della provincia di Giuseppe Pagnano un architetto che si ispira al magistero di Carlo Scarpa e che è anch’egli autore di raffinati interventi museali; il restauro al polo dei servizi turistici di Emanuele Fidone, un lavoro elegante metà classicista e metà ripreso da Steven Holl oggi compromesso da alcune aggiunte posticce. Provate a contattare Vincenzo Latina al 3355835355, può darsi che riuscirete a fissare con lui un appuntamento per farvi spiegare il suo intervento dei Bottai, che ha vinto numerosi premi di architettura, e che è particolarmente interessante dal punto di vista del disegno urbano perchè riutilizza vecchi cortili e spazi dimessi della città antica per costruire una nuova strada. Mentre siete a Ortigia date anche un’occhiata alla sede della facoltà di architettura, si trova in via delle Maestranze in un edificio antico recentemente restaurato. Potrete forse trovarvi qualche professore e scambiare con lui quattro chiacchiere.

Da Siracusa è ora di muoversi verso sud. Per andare a Vittoria, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa. Vi consiglio di non perdervi Ragusa dove è all’opera un gruppo di architetti interessanti: Architrend ( tel. 093 265-2661). E a Vittoria dove troverete lo studio di Giuseppina Grasso Cannizzo e due suoi lavori: Casa Licita e Casa Nicosia. Per visitarli fate una telefonata allo studio: 0932916068. Troverete qualcuno che parla l’inglese e che vi darà informazioni.

 

L’articolo, tradotto in inglese, è apparso sul primo numero della rivista A10

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Luigi Prestinenza Puglisi. E’ nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. E’ il direttore della rivista on line presS/Tletter. E’ presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica (www.architetturaecritica.it ) ed è il curatore della serie ItaliArchitettura ( Utet Scienze Tecniche), una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni. Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 che si può scaricare gratuitamente dal sito www.presstletter.com ed ha una pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/La-storia-dellarchitettura-contemporanea-di-lpp/289706921182644. Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura, (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il recentissimo: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura. Chi non volesse spendere gli 8,90 euro che costa, lo può leggere gratuitamente on line su www.presstletter.com

1 Comment

  1. Bed and Breakfast Modica 21 aprile 2016 at 19:56

    Bisogna anche citare il tardobarocco del val di Noto, come il fantastico duomo di Modica

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