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Il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare

La mancanza di coraggio è la condizione esistenziale di gran parte dell’architettura italiana di oggi. Che elogia la grigia funzionalità e il buon senso perché ha paura di confrontarsi con il tema dell’ innovazione. E di una critica codina che starnazza affermando che la creatività è tutto un imbroglio, che l’architettura deve essere rigorosa, che bisogna tornare alla semplicità. Ma non per risettarla e ripartire da un nuovo grado zero – operazione che sarebbe oltremodo utile-  ma per rimanerci. E così, da questa posizione tarpata, giustificare il lavoro di architetti mediocri e mediocrissimi.  

Certo, la mediocrità è imposta da una situazione sempre più difficile. Avere un incarico di un certo rilievo è una eccezione, conservarlo è un atto eroico. E quindi anche i progettisti più dotati cercano di non sbagliare, proponendo il già noto, solleticando il gusto del pubblico con prodotti che non possono dispiacere.

Il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare. Ma è pur vero che sono le circostanze esterne che inducono ad un atteggiamento codardo.  Se supportati e stimolati, i timidi alzano la testa. Ecco perché la critica deve piantarla di elogiare la banalità e perché bisogna istruire i committenti, soprattutto quelli pubblici. Dichiarando apertamente, quando propongono l’ennesima variante del dov’era e com’era, che così facendo sono gli avversari dell’intelligenza, non i custodi della tradizione.

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

2 Comments

  1. MIMMA ARDONE 19 luglio 2015 at 00:46

    Gent.mo professore, sono l’arch. Mimma Ardone, progettista e direttore lavori della nuova costruzione a destinazione commerciale a San Vito dei Normanni (BR), zona 167.
    Il progetto è stato finanziato dalla Regione Puglia (PIRP) ed è stato ultimato.
    E’ un’intervento volutamente forte. Ho letto casualmente il suo articolo, ho pensato che forse avrei potuto chiederle un parere professionale…avere coraggio, non è facile…. avrei bisogno di sapere se questo progetto in cui ho investito tutta me stessa può definirsi architettura. Se fosse possibile le chiederei la possibilità di inviarle delle foto della realizzazione. La ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.

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