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Democratizzazione della critica?

 

La crisi delle riviste e il successo di internet sta cambiando la critica. Nel senso che chiunque può oggi aprire un blog dicendo la propria e chiunque può intervenire nel dibattito sui social media. D’altronde si ha sempre meno fiducia, e a ragione, dei critici di mestiere. Perché si sono rivelati marchettari, venduti, succubi di piccoli e meschini interessi. E quindi non attendibili.

Allora tanto vale farsi un proprio giudizio o affidarsi a quello dei non professionisti. Un po’ come succede quando si deve scegliere un albergo o un ristorante e preferiamo affidarci ai feedback di chi ci è stato e ci racconta con onestà le proprie impressioni invece che a guide che sospettiamo facciano solo pubblicità occulta a chi le paga meglio.

Inoltre, a differenza dell’arte, in cui il giudizio critico contribuisce decisamente alla quotazione dell’artista, nell’architettura partecipa in misura minore. I meccanismi del valore sono ben altri. Motivo per il quale se ne potrebbe anche fare a meno senza che ciò comporti la crisi del mercato.

Fine quindi della critica? Direi di no perché ci sarà sempre bisogno di persone preparate, colte e autorevoli capaci di indirizzare e creare dibattito, anche se il loro riconoscimento non deriverà più dall’imprimatur di una istituzione e andrà conquistato sul campo. Un po’, per rimanere nell’esempio, come per le guide di alberghi e ristoranti: le continuiamo a consultare ma solo a condizione che ci appaiano serie, affidabili, severe, informate e soprattutto culturalmente oneste.

About The Author

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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