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Luigi Prestinenza Puglisi 3 aprile 2014 Cronache e commenti Nessun commento su Net.it

Esiste oggi una nuova architettura italiana? Si, esiste ed e’ sicuramente interessante. Da qui l’idea della casa editrice Actar di dedicare un libro – Net it,A Snapshot, Architecture,Photography, Design in Italy – a questo fenomeno e di  rimediare ad un lungo silenzio della stampa internazionale. Infatti, se si eccettuano i lavori di Renzo Piano e Massimiliano Fuksas, poco o nulla si sa di ciò che viene prodotto in Italia.  E anche se ogni tanto vengono pubblicati lavori di questo o quel giovane progettista- un paio di anni fa, per esempio, il gruppo romano Labics ebbe la copertina dell’Architectural Record  e fu indicato come uno dei più promettenti sulla scena internazionale- si fa fatica a ricostruire un quadro preciso di quello che avviene nel Belpaese. Ovviamente, questa situazione e’ vista con estrema preoccupazione dai giovani architetti italiani,  in particolare da coloro che stanno producendo architetture di qualità e si sentono danneggiati da una scarsa attenzione nei loro confronti. Anche perché da alcuni anni hanno imparato la lezione dei loro colleghi stranieri, e hanno cominciato a cercare fama e lavoro all’estero, partecipando a concorsi internazionali, attivando partnership, acquisendo incarichi.  E con buoni risultati. Solo per fare quattro esempi: Ian+, un gruppo sperimentale romano, ha vinto recentemente un concorso per un museo del vetro in Corea del Sud; Metrogramma, un gruppo milanese i cui soci hanno lavorato da Fuksas e da Koolhaas, sta finendo un progetto per una industria chimica a Barcellona; il gruppo torinese Uda lavora con successo in Francia e in Russia; Mario Cucinella, giudicato dal The Architectural Review uno dei più interessanti architetti nel campo della progettazione bioclimatica, ha in corso un progetto sperimentale in Cina.  

Da qui una pressione fortissima degli stessi architetti italiani a promuovere all’estero iniziative che li facciano meglio conoscere: siano questi eventi sponsorizzati dallo Stato – quale la mostra itinerante Dal Futurismo al futuro possibile nell’architettura italiana e il libro  Italy Builds- oppure supportati dagli stessi studi interessati quali le mostre  Newitalianblood che promuovono i progetti di architetti che non hanno ancora superato i 35 anni d’età e che sono stati premiati nei concorsi internazionali. Se l’obiettivo condiviso e’ di proporre il caso italiano con la stessa forza con la quale in anni precedenti sono stati lanciati i fenomeni della nuova architettura francese, spagnola e olandese,  i risultati, come dicevamo, sembrano ancora scarsi. Per esempio, alla scorsa biennale di architettura di Venezia, curata dallo svizzero Kurt Forster, gli italiani presenti si contavano sulle dita di una mano.  Esattamente come due anni prima nella biennale curata dal britannico Sudijc e quattro anni prima in quella curata dall’italiano Fuksas. Eppure, oggi non si fa fatica a elencare almeno 50 studi che hanno una produzione di eccellente livello: da Italo Rota a Cino Zucchi, da Stefano Boeri a Metrogramma, da Ian+ a Uda, da Nemesi a Labics , da Corvino+Multari a T studio. 
Il libro Net.it potrebbe  contribuire a invertire la linea di tendenza. Per tre ragioni: perché e’ un prodotto editoriale molto accattivante, con una grafica piacevole che sicuramente attrarrà la curiosità; perché finalmente, grazie agli scritti  del curatore Pino Scaglione e di alcuni critici invitati, presenta gli architetti italiani al di fuori degli stereotipi che li vogliono come tradizionalisti a tutti i costi, estranei alle problematiche delle ricerche più avanzate, scarsamente sperimentali mentre invece ne viene fuori un quadro molto interessante ed articolato con non poche sorprese; perché, infine, vi e’ una ampia selezione di scritti e di progetti affiancata da rapide ricognizioni nel campo della fotografia d’architettura e del design.  Tre le critiche che, non senza ragione, si possono muovere al libro. La prima e’ che non si tratta di un’opera sistematica ma di una gustosa macedonia, molto ben presentata. Un po’ come tante pubblicazioni d’oggi che preferiscono proporre sequenze di progetti con molte belle immagini piuttosto che approfondire temi e motivazioni secondo un’ottica critica ben tagliata ed argomentata. La seconda, che in parte e’ conseguenza della prima,  e’ che non si capiscono i criteri in base ai quali  mancano alcuni protagonisti della scena architettonica mentre viceversa sono inclusi altri  con una produzione ancora non sufficientemente consolidata per affrontare una vetrina internazionale. Mancano, per esempio, King & Roselli autori, tra l’altro, di uno dei più begli alberghi romani, il Radisson SAS es Hotel, gli architetti siciliani Marco Navarra e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, nonché il gruppo transnazionale UFO con sedi a Messina, Londra e Seul. La terza critica e’ che nel saggio abbondano i diagrammi: tutti belli e molto affascinanti. Peccato però che spesso siano scarsamente esplicativi e sembrino più delle brillanti invenzioni grafiche che degli schemi per meglio comprendere il caso Italia. Servono comunque a dare ritmo visivo alle pagine di un libro che nonostante queste pecche vi darà moltissime informazioni e che, se volete conoscere cosa sta succedendo in Italia, non potrà mancare nella vostra libreria.

Net.it. A Snapshot, Architecture,Photography, Design in Italy. Edited by Pino Scaglione. Actar Pro, Barcellona, 2005, ISBN:84-95951-91-6, 336 pp., €35

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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