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Zero a Zucchi e ad Arosio

Luigi Prestinenza Puglisi 28 aprile 2014 Cronache e commenti Nessun commento su Zero a Zucchi e ad Arosio

Oramai la retorica contro le archistar dilaga ed è peggiore di quella ambientalista secondo la quale tutto deve essere green, sostenibile,  a chilometro zero.

Non nel senso che entrambi i concetti non siano corretti: è bene che non si  sprechi energia così come è bene che l’architetto sia socialmente responsabile e non l’autore di un gioco gratuito di forme. Ma nel senso che le retoriche del progettista impegnato e della salvaguardia dell’ambiente alla fine si perdono in un mare di genericità. E vengono adoperate a sproposito  e con fini promozionali a volte peggiori.

Ho trovato disgustoso un recente articolo, firmato dal pur bravo Enrico Arosio, che promuoveva sull’Espresso Cino Zucchi con un titolo roboante “Un italiano contro le archistar ”.  Si dirà che il titolo lo scrive il titolista. Ma mai come in questo caso era aderente al testo. Zucchi passa in queste tre pagine come l’altra via. Quella che definisce la Zaha Hadid come la “Shakira dell’architettura”. E non esita a dire stupidaggini quali: “ i manager sanno chi è Hadid ma ignorano Alvaro Siza e Moneo”. Come se i secondi fossero eroi puri che non hanno mai lavorato per le multinazionali e la prima una cantante da cassetta, rispetto a interpreti più colti e raffinati.

E poi banalità del tipo “ E’ una civiltà la nostra, alquanto narcisistica, dove l’espressione di sé è diventata un valore da perseguire”. Dove non si capisce perché non lo dovrebbe essere, ovviamente entro certi limiti. E in che cosa Zucchi, Siza e Moneo si differenzino rispetto a questo atteggiamento.

Zero quindi a Arosio per un  articolo culturalmente vergognoso e zero a Cino per aver accettato che si desse di lui una immagine così sciocca e reazionaria (Zucchi è molto attento a quello che si scrive su di lui e chiede sempre, almeno a quanto io ne sappia, di controllare le proprie affermazioni riportate a stampa).

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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