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Cino Zucchi e la biennale: architettura italiana in lutto

Guardate i nomi e vi accorgerete di come anche un architetto intelligente come Cino Zucchi abbia potuto proporre un progetto mostruoso per il suo padiglione italiano alla 14 biennale di architettura di Venezia. In mostra ci sono tutti, di tutti i colori: bravissimi, bravi, mediocri, pessimi architetti. Se si voleva mandare a quel paese quel poco di ricerca e di sperimentazione e di senso di discernimento critico che l’Italia ha prodotto negli ultimi venti anni, ci siamo riusciti. E tutto grazie a questa vergognosa imbarcata consociativista ideata da uno degli architetti forse più dotati , ma anche più ambiguamente eclettici, che abbiamo in circolazione. Quello che Purini non era riuscito a fare ( tutto si tiene: da Gregotti a Piano, da Boeri a Carmassi, da Natalini a Labics ), lo fa Cino, e molto peggio perché è più credibile come progettista.

http://www.artribune.com/2014/05/esclusiva-artribune-ecco-tutti-i-nomi-del-padiglione-italia-alla-biennale-di-architettura-2014-ottantacinque-i-progettisti-presenti-nella-sezione-innesti-grafting/

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