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Teoria dell’architettura o critica alle teorie dell’architettura

Ieri ho finalmente capito perché per me non ha senso parlare di architettura di tendenza o pensare a una rivista di critica militante fatta di contributi allineati e coperti.

Me l’ha fatto capire un amico, Nicolò, citandomi Feyarabend e cioè proprio il filosofo che io amo di più.

Cosa c’entra Feyerabend? Il grande filosofo della scienza ci ricorda che tutto può andare bene proprio perché niente va bene per costituire una certezza inoppugnabile.

Trasferiamo adesso questo punto nell’architettura. Dire che tutto può andare bene, vuol dire che bisogna avere la consapevolezza che non c’è niente che non abbia punti deboli, proprio perché alla fine tutti i discorsi sono fondati su circoli viziosi, ipotesi ad hoc, costruzioni altamente arbitrarie, ambiguità più o meno feconde. 

E’ il discorso critico che li svela. 

E infatti, a livello epistemologico, non esiste la scienza ma solo la critica della scienza. 

E non esiste la teoria dell’architettura ma solo la critica alle teorie dell’architettura. 

Ricordo infine che dire che tutte le teorie sono fondate sul nulla non vuol dire affatto che alcune non possano essere migliori, più eleganti, più pratiche di altre. Ma solo che tutte, una volta che siano analizzate criticamente, mostrano l’arbitrarietà, più o meno intelligente, della loro costruzione.

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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