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Accademia e professione

Luigi Prestinenza Puglisi 29 agosto 2015 Cronache e commenti Nessun commento su Accademia e professione

I professori dell’Accademia hanno un insopportabile pregiudizio nei confronti dei professionisti. Ritengono che siano sguaiati, modaioli, commerciali. Insomma che non siano all’altezza dell’Architettura, quella con la A maiuscola che loro, chiusi nei recinti disciplinari, hanno scelto di tutelare. Certo i professionisti, per portare a casa la parcella, a volte sono piacioni, a volte sgrammaticati, a volte troppo accondiscendenti con le imprese e poi studiano poco.

Dimenticano però che mentre costoro aderiscono a quel principio di realtà – fastidioso quanto si vuole- che fa muovere il mondo, loro, gli accademici, lo ignorano spesso e volentieri producendo opere di un cattivo gusto ancora peggiore. Che è il kitsch dell’elucubrazione senza oggetto, della non aderenza ai principi costruttivi, dell’assenza di preoccupazione sui costi, dell’imbecillità tecnologica, dell’eterno ritorno di stereotipi e ossessioni esclusivamente formali.

Guardate a distanza – recentemente ho avuto la disavventura di vedere al Maxxi il remake della mostra Roma interrotta e ogni tanto sfoglio riviste di dieci o quindici anni fa- la produzione accademica, anche costruita, vi accorgerete di quanto temi e idee, che giravano nei dipartimenti, siano, adesso che il tempo li ha distillati, vuoti, senza senso, modi per rendere complesso l’inutile o il frutto di estetismi idioti. Sarebbe quindi meglio che gli accademici, invece di avere il complesso di superiorità nei confronti di chi fa professione, avessero quello di inferiorità. Li aiuterebbe sicuramente a crescere e a migliorarsi.


( Questa osservazione è anche una risposta a quegli accademici che mi muovono l’obiezione di occuparmi di architetti professionisti, a loro giudizio non all’altezza di attenzione critica. Mentre invece credo che sia vero il contrario e cioè che siano loro, gli accademici, che ne hanno fin troppa con la conseguenza che alla fine il quadro della situazione italiana risulti falsato proprio da questa eccessiva, lobbistica e troppe volte immeritata presenza).

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Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

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