prestinenza.it
 

500 Story: cosa la 500 fiat insegna agli architetti

500 STORY (1)
Nei prossimi post parlerò della 500 Fiat. Questa macchina credo ci racconti molte cose, per esempio come sarà fatta tanta architettura del prossimo futuro. Gli architetti arrivano sempre con 10 anni di ritardo. Premetto che il mio giudizio sull’ auto non è positivo. Ma come si fa a non riconoscere che incarna una strategia vincente? E difatti, dovendo affittare una autovettura, ho preso questa ( in realtà avrei voluto noleggiare una Smart ma mia moglie Antonella ha insistito e io ero incuriosito, c’ero entrato tante volte ma non l’avevo mai guidata).

12112464_10207765946645675_4732122952743980036_n

500 STORY (2)
Premetto che non mi sono fatto alcuno scrupolo, a suo tempo e quando ero ancora più intransigente, a comperare un divano di Le Corbusier per casa mia ( ho preso anche il tavolo e la chaise longue).
Ma comprare una macchina disegnata tanto tempo fa, una 500, mi sembra un peccato mortale. Anche se è un restyling.
Ecco la prima domanda: perchè il divanetto si e la macchina no?

10671502_10207764898939483_5668711858699052992_n

500 STORY (3)
Avete mai visto i bambini che crescono ad omogeneizzati? La nuova 500 è così: cresciuta a papponi e vitamine. Sarà un 20 – 30 per cento più grossa. La vecchia 500 era figlia della povertà, la nuova della ricchezza.

12111913_10207765664358618_9088836628215617462_n

500 STORY (4)
Ma è proprio un’utilitaria una macchina che arriva a costare 15000 euro? Certo non è un Mercedes che ne costa 40.000 ma non è neanche l’auto per tutti che fu un tempo: con due comandi due e un carattere spartano come pochi. È bello ricordare quando si era poveri ma farlo con l’aria condizionata, il meccanismo eco e il servosterzo. Anche la nostalgia è in fondo un lusso. Che bisogna pagare. Cominciate a vedere qualche parallelo con l’architettura oggi?

11254231_10207768134700375_4837752165358075663_n

500 STORY (5)

Osservate gli interni. Vi ricordano qualcosa? Si chiama vintage: è la grande passione di questi anni. Il passato climatizzato, vitaminizzato, incicciottato, altro che l’Angelus Novus spinto dal vento della storia. Osservate attentamente il contachilometri, ne parleremo nel prossimo post. Voi intanto non ci vedete proprio niente?

12112424_10207768135260389_3925376571697445378_n

500 STORY (6)
Osservate il tachimetro. Nella vecchia 500 era analogico e funzionava come un orologio: la forma più logica per far girare la lancetta era la circolare. Oggi che tutto è digitale la forma circolare è un ricordo, una citazione. Il problema diventa come disegnare le cifre in maniera tale da essere chiare, leggibili e sembrare fatte apposta per comporsi all’interno di un cerchio. Non è la forma che segue la funzione ma la funzione che segue la forma. Ecco in due parole la formula della progettazione del presepe: il presepe è un a priori sentimentale non è il risultato di processi formativi.

12107074_10207768277943956_1506933852575041131_n

500 STORY (7)
Per questa mattina terminiamo con una nota sulle pubblicità. Confrontatele bene. Lapo Elkann: vi dice niente che abbia sostituito i personaggi inappuntabili della vecchia pubblicità? E non fatemi notare che porta le scarpe senza calzini. Invece riflettete su quanti architetti abbiano oggi imparato da Lapo: Learning from Lapo. Devo proprio farvi i nomi?

12088029_10207768331705300_969859034952289443_n

12107259_10207768331625298_6392785319066755302_n

500 STORY (conclusione)
Ditemi se vi sembra il cruscotto di una utilitaria. Di fronte alla mia gloriosa 850 Fiat con la quale iniziai a guidare, questa sembra una Ferrari. Perchè tutti vogliamo vivere nella baita nella Foresta Nera e tutti abbiamo il terrore e l’orrore della tecnologia, ma poi come faremmo ad andare dal tabaccaio o a trovare la nonna nell’isolato accanto se non avessimo una automobile adeguatamente accessoriata che ci fa sentire un po’ Lapo e un po’ Elkann? Ecco il segreto dell’edilizia dei prossimi anni. Chi lo capirà farà milioni.

11140058_10207769235047883_1634917550379722116_n

500 Story (post scriptum)
Osservate la riedizione della 500 formato maxi a 4 porte e ditemi se non assomiglia alla Mini Minor in versione anch’essa incicciottata e siliconata. Viene da pensare che alla fine il problema principale non sia essere unici, riscoprendo la peculiarità della propria storia, ma come non esserlo. Lo stesso è anche nell’architettura: più si persegue l’identità e più si cade nell’omogeneizzato. Direbbe Hegel: la notte in cui tutte le mini, o le maxi, sono nere.

12107252_10207776163261084_7855502457974736467_n

About The Author

avatar

Luigi Prestinenza Puglisi é nato a Catania nel 1956. Fa il critico di architettura. È presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica e direttore della rivista online presS/Tletter (www.presstletter.com). È stato curatore della serie ItaliArchitettura (Utet Scienze Tecniche) - una raccolta dei migliori progetti realizzati dagli architetti italiani negli ultimi anni - e docente di Storia dell’architettura contemporanea (Università di Roma La Sapienza). Ha scritto numerosi libri. Quello a cui tiene di più è: HyperArchitettura (Testo&Immagine 1998). Quello che ha venduto di più è: This is Tomorrow, avanguardie e architettura contemporanea (Testo&Immagine, 1999). Quello che avrebbe voluto che vendesse di più è: Introduzione all’architettura (Meltemi, 2004). Quello che ha avuto le migliori recensioni: New Directions in Contemporary Architecture (Wiley, 2008). E poi vi è il più recente: Breve Corso di scrittura critica (Lettera 22, Siracusa 2012) destinato a tutti coloro che vogliono scrivere di architettura e imparare i principi dello storytelling. 
Da non perdere la sua Storia dell’architettura del 1900 liberamente scaricabile e consultabile sul sito www.presstletter.com e sulla pagina facebook dedicata: History of Contemporary Architecture by lpp.

1 Comment

  1. andrea pacciani 12 settembre 2016 at 17:58

    Vi dice niente che tutti gli elettrodomestici SMEG old style sono stati disegnati da Guido Canali?

    Vi dice niente che Norman Foster ha investito il prorpio patrimonio immobiliare in un castello in Svizzera? e non nei suoi edifici metallici?
    http://virtualglobetrotting.com/map/norman-fosters-house/

    a decenni dalla ricostruzione della Fenice di Aldo Rossi Renzo Piano ha pontificato il Dov’era e com’era per Amatrice

    Matera (per i suoi sassi) è la prossima capitale della cultura europea

    Eataly e Slowfood sono gli unici recenti successi Italiani esportati nel mondo contemporanei

    Non sarà ora di abbattere il muro di cristallo di ipocrisia che la modernità ha costruito intorno tra la gente e l’architettura?

    Non sarà che l’ arrogante globalizzazione dell’architettura moderna nei paesi a cui culturalmente non apparteneva ha dato fastidio alle popolazioni meno inclini all’esterofilia e all’importazione forzata dei simboli delle democrazie occidentali?

    Insomma i tempi sono maturi per una sincera riflessione dell’implosione della bomba atomica della modernità e dei danni da essa provocati che ha deflagrato per oltre mezzo secolo.

    Forse nella cultura del presepe o in quella del tinello c’è molto di più di un supposto vuoto formale

Leave A Response